La banca dati Idra è attualmente ospitata sul server della Società Andromeda

IDRA - La banca dati dei reperti archeologici nei musei civici del Lazio



Prototipo per la consultazione della banca dati dei reperti archeologici dei musei della Regione Lazio implementato con funzionalità geografiche

Regione Lazio - Contratto rep. n. 8034 del 26.02.2007



La Banca Dati IDRA (Informatizzazione Dati Reperti Archeologici) raccoglie e organizza i dati delle schede dei reperti archeologici conservati nei musei civici ed ecclesiastici del Lazio, ad eccezione di quelli di Roma. La Regione Lazio, infatti, attraverso l’attività dell’Ufficio Musei, collabora con gli organismi statali a tutelare i beni culturali custoditi nei musei di propria competenza, catalogandoli e valorizzandoli.

Nella Banca Dati IDRA sono confluite sia le migliaia di schede RA (Reperto Archeologico) realizzate a partire dagli anni ’90, che sono depositate negli archivi regionali, sia  le nuove schede compilate  dal 2000 direttamente in formato digitale.

Le schede in banca dati al momento della pubblicazione in rete (dicembre 2007) sono più di 24.000 e si riferiscono a più di 40  istituzioni museali delle province del Lazio. Sono catalogati reperti con caratteristiche molto diverse: oggetti in pietra, in ceramica, in metallo, in vetro, appartenenti a diverse categorie (ornamenti, utensili, elementi architettonici e materiale da costruzione, statue e rilievi e così via)  che coprono un arco cronologico dalla Preistoria all’epoca Medievale e Rinascimentale; reperti faunistici antichi, cioè ossa di animali  provenienti da siti archeologici, che vanno studiate in stretto collegamento con  gli altri reperti del contesto.

Alla quasi totalità delle  schede sono allegate le immagini, accessibili a bassa risoluzione e non utilizzabili  per pubblicazioni scientifiche.  In molti casi si tratta di fotografie realizzate in bianco e nero negli anni ’90 del secolo scorso, di qualità non sufficientemente buona, finalizzate esclusivamente a rendere l’oggetto riconoscibile. Le immagini meno leggibili sono in corso di sostituzione o, progressivamente, ne verranno realizzate altre di migliore qualità in formato digitale.

Le attività di schedatura stanno interessando innanzi tutto i materiali che si trovano in esposizione nei singoli musei e  che sono in genere quelli più significativi ed interessanti dal punto di vista storico-archeologico; ma ci sono anche molte schede che riguardano oggetti  conservati nei magazzini. 

La catalogazione non è finalizzata ad uno studio approfondito del bene in esame, ma all’identificazione e alla conoscenza dell’oggetto per poterlo tutelare.

Per la consultazione in Internet, le informazioni contenute nella scheda sono state selezionate, in accordo con gli organismi statali che esercitano la tutela, e si riferiscono ad alcune voci essenziali: la definizione dell’oggetto e la categoria di reperti a cui appartiene, il museo in cui è conservato, il luogo in cui è stato ritrovato, il materiale e la tecnica di fabbricazione, le misure, l’epoca a cui può essere datato, il numero che lo identifica a livello nazionale tra tutti gli altri beni culturali (NCTN), il numero di inventario e la bibliografia.

Qualsiasi richiesta di consultazione di ulteriori dati o di riproduzione di immagini a scopi scientifici andrà rivolta alle direzioni dei musei e agli uffici regionali competenti.