Banca dati informatizzata per la catalogazione dei beni archeologici (schede RA) conservati nei musei locali e di interesse locale del Lazio
La realizzazione del progetto, avviato nel 1998, è stata fondata sulla collaborazione tra gli Uffici Regionali e la Andromeda Archeologia e Informatica, società ideatrice e proprietaria del programma IDRA. Il software rispetta gli standard dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione e produce files di trasferimento dati che possono essere direttamente acquisiti dalla banca dati nazionale dell’ICCD. La struttura e le caratteristiche di IDRA sono state arricchite e modificate nel tempo sulla base di specifiche esigenze, con l’intento di semplificare le modalità di compilazione, prevenire e correggere gli errori più comuni, facilitare la normalizzazione dei dati.
Il lavoro portato avanti nel corso di questi anni si è concretizzato in particolare in:
elaborazione di norme integrative a quelle dell’ICCD, con particolare attenzione alle problematiche relative alla preistoria e protostoria;
proposta di una sezione della scheda RA per i reperti faunistici, curata in collaborazione con Antonio Tagliacozzo ed Eugenio Cerilli (Laboratorio di Archeozoologia della Soprintendenza Speciale al Museo Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”);
progressiva definizione di vocabolari e liste terminologiche strutturate;
realizzazione di un archivio bibliografico conformemente al principio degli Authority Files.
Per raggiungere questi risultati sono stati anche importanti i numerosi incontri, appositamente organizzati e dedicati alla discussione di problemi di catalogazione e classificazione dei reperti archeologici, di normalizzazione dei dati, di gestione di banche dati; e il lavoro di immissione dei dati che ha posto continuamente interrogativi e ha stimolato proposte e soluzioni.
Hanno collaborato a vario titolo e hanno partecipato agli incontri di lavoro molte persone che non è possibile elencare singolarmente, alle quali va il ringraziamento dell’Assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport della Regione Lazio:
- i rappresentanti di Enti ed Istituzioni che si occupano di catalogazione di beni archeologici (l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, la Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico L. Pigorini, la Soprintendenza Archeologica di Roma, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale, la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Ostia, la Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma) oltre al Centro Regionale per la Documentazione dei Beni Culturali della Regione Lazio;
- i direttori, collaboratori e consulenti scientifici dei musei archeologici locali del Lazio;
- gli archeologi iscritti alle graduatorie regionali per la catalogazione, che hanno concorso all’arricchimento della banca dati;
- i professionisti e i dipendenti regionali incaricati di eseguire le acquisizioni digitali delle immagini e le nuove campagne fotografiche.
Nel 2003 la Regione Lazio si è fatta promotrice della costituzione di un “Osservatorio” a livello regionale, un gruppo di lavoro composto da rappresentanti di diversi Enti preposti alla catalogazione, che verifichi la possibilità di integrazione di banche dati attraverso:
confronto tra le banche dati delle singole istituzioni;
redazione di liste terminologiche comuni;
possibilità di dialogo e collegamento tra diverse banche dati a livello regionale;
programmazione di iniziative coordinate;
predisposizione di modalità comuni di consultazione in Internet.
Il risultato di una prima fase di lavori è la pubblicazione della Guida alla catalogazione degli elementi architettonici e di rivestimento - voce “definizione dell’oggetto”, a cura di Francesca Boldrighini, Marilda De Nuccio, Maria Luisa Frandina, Riccardo Fusco, Marina Milella, Paola Pascucci, Stefania Pergola, Stefania Trevisan, Lucrezia Ungaro, con la collaborazione di Valeria Bartoloni, che propone un’organica terminologia strutturata per queste categorie di reperti.